Chi siamo

Lunedì 13 ottobre 2014, alle quattro e mezza del pomeriggio, siamo stati invasi da un fiume di fango, che ha reso inagibile l’ospedale con danni ingenti alla struttura. Immediatamente dopo siamo stati testimoni di un fiume di solidarietà che ha iniziato a ripulire dal fango i muri e i cuori.

Il Comitato Hospital Piccole Figlie nasce in risposta alle tantissime offerte di aiuto che abbiamo ricevute. Ha come obiettivo immediato la ricostruzione, ma vuole anche rendere evidente una rete di amicizia che già c’è e che abbiamo toccato con mano in questi giorni.

Chi c’era, da pomeriggio a notte fonda, ha anche visto il nostro personale sanitario portare in sicurezza i malati soccorrendoli a spalla, o trasportandoli in barelle improvvisate fatte di lenzuola. Ci è tornato agli occhi l’immagine di San Camillo de’ Lellis, patrono degli infermieri e del personale sanitario, nel quadro di H. Subleyras, che lo ritrae mentre salva i malati dell’Ospedale di Santo Spirito, a Roma, dopo l’esondazione del Tevere del 1598, il giorno prima di Natale. Camillo porta un malato in spalla, come Enea con il padre Anchise: sta salvando quello che ha di più caro. Questa immagine, dedicata al nostro personale infermieristico, che sta continuando in questi giorni a prestare gratuitamente disponibilità e aiuto, è quanto abbiamo voluto raffigurare stilizzata nel logo del comitato.

E poi c’è Giovannino Guareschi.

«Non muoio neanche se mi ammazzano è il famoso motto che Giovannino Guareschi coniò appena arrivato a Czestochowa, quando, sotto gli occhi delle guardie naziste, un bambino corse via dalla madre per porgere all’Internato militare italiano numero 6865 una mela.

«Sulla corteccia rossa e lucida della mela vedo l’impronta dei dentini del bimbo e penso a mio figlio», scrive Guareschi. « Lo zaino non mi pesa più, mi sento fortissimo. Lo debbo rivedere, il mio bambino: il primo dovere di un padre è quello di non lasciare orfani i suoi figli. Lo rivedrò. Non muoio neanche se mi ammazzano!». (da “Chi sogna nuovi gerani? Autobiografia” pubblicata postuma a cura dei figli nel ’93).

Ci piace anche poter ricordare che Don Agostino Chieppi istituì la congregazione delle Piccole Figlie 150 anni fa, ma la sua prima comunità si riunì formalmente qualche anno dopo, nel 1868. In quell’anno il Parma e il Baganza esondarono allagando tutto l’Oltretorrente. Venne così accolta una bimba di 12 anni, rimasta orfana per l’alluvione. Da quel primo nucleo di carità crebbe la presenza in città e il fiorire di opere sociali, educative e sanitarie, fino alla costruzione dell’Ospedale.

Non ci sembra solo una coincidenza ma il segno che si ricomincia, dentro una storia che ci precede e ci supera, ogni giorno come se fosse il primo, coscienti che anche le cose più brutte della vita non avranno mai l’ultima parola. L’esito della storia dell’uomo è positivo.

Grazie a tutti voi che ce lo ricordate con la vostra gratuità.

I promotori del Comitato

Promotori: Nicola Bianchi (presidente), Giorgio Bordin (vicepresidente), Paolo Corazza, Giuliana De Marco, Claudio Di Noto Marrella, Francesco Dradi, Marisa Giampaoli, Chiara Guareschi, Mario Pinazzi, Manfredo Squeri, Ermanda Zeraschi.

Lo statuto del Comitato

(Art. 3 – Natura, scopo e attività )

Il Comitato non ha scopi di lucro e non puà distribuire utili né direttamente, né indirettamente. Lo scopo principale del Comitato è:

  • sostenere la ripresa delle attività sanitarie e la ricostruzione di HPF a seguito dei danni subiti per l’alluvione del 13 ottobre 2014;
  • comunicare alla collettività le attività intraprese e da intraprendere al proposito;
  • consolidare i rapporti di solidarietà con il tessuto cittadino, offrendo un punto trasparente di aggregazione culturale e di proposte operative;
  • svolgere e promuovere attività di studio e ricerca in ordine a forniture tecnologiche o arredi ovvero progetti di carattere sanitario in genere, per migliorare l’azione di cura nelle sue dimensioni qualitative e nell’offerta sanitaria là dove non previste nei contratti di fornitura con il sistema sanitario nazionale o non sostenibili secondo le remunerazioni previste dal servizio sanitario nazionale.

Il Comitato per il raggiungimento degli scopi sopraindicati si prefigge di:

  • acquisire donazioni e lasciti testamentari, liberalità in denaro ed in natura al fine del perseguimento dei propri scopi;
  • progettare e svolgere azioni strategiche ritenute utili e/o necessarie per l’attività di Hospital Piccole Figlie srl;

In coerenza con lo scopo del Comitato, tutte le cariche vengono esercitate a titolo gratuito. Il Comitato potrà avvalersi di collaborazioni, rapporti di lavoro dipendente, altre forme di rapporto di lavoro qualora se ne ravvisi la necessità. I Promotori non potranno, in ogni caso, svolgere attività retribuita all’interno del Comitato.

downloadStatuto integrale scaricabile in pdf.